FLESSIBILE, VERDE, SOSTENIBILE: QUESTO L’OSPEDALE POST-COVID SECONDO CISA GROUP


“Il trattamento dei rifiuto ospedaliero. Cosa si può fare oggi, cosa dobbiamo saper fare domani” è il tema dell’intervento che Francesco Crotti, direttore tecnico di Cisa Group, ha tenuto il 7 ottobre al seminario sull’ “Ospedale post-Covid: flessibile, verde, sostenibile”, promosso da Gutenberg che organizza il Forum Mediterraneo in sanità, nell’ambito della Fiera del Levante, svoltasi in questi giorni a Bari.

In particolare, Crotti si è soffermato sui vantaggi ecologici ed ambientali che derivano dall’utilizzo della centrale di sterilizzazione per il trattamento dei rifiuti sanitari in situ, progettata dall’azienda lucchese in quanto la sterilizzazione a vapore è, oggi, il metodo riconosciuto per l’inattivazione dei rifiuti sanitari.

La centrale di sterilizzazione può anche essere declinata su una stazione mobile detta “sterili-station” che al suo interno presenta una vera e propria centrale per il trattamento dei rifiuti ospedalieri che offre agli ospedali soluzione plug and play immediate in particolare dove il tempo è essenziale e il risparmio in termini di progettazione e costruzione può essere un fattore determinante.

I rifiuti ospedalieri rappresentano il costo più elevato per gli ospedali dal punto di vista finanziario e ambientale. Grazie alla capacità di sterilizzazione totale, alla triturazione e allo stoccaggio dei rifiuti, la centrale per il trattamento dei rifiuti ospedalieri – secondo quanto ha spiegato Crotti – permette una riduzione del volume dei rifiuti fino al 75-80%, con un evidente abbattimento dei costi di gestione, in particolare dei costi di trasporto.

Durante il workshop, l’analisi dell’ufficio studi di Pricewaterhouse Coopers diretto da Sandro Bicocchi, ha evidenziato i risparmi a livello nazionale e per struttura tipo.

E’ emerso in particolare che le nuove tecnologie che consentono di trattare i rifiuti sanitari all’interno delle strutture dove sono prodotti, attraverso un processo di sterilizzazione in seguito al quale i rifiuti sanitari possono essere smaltiti come rifiuti domestici, garantiscono risparmi in termini di costi e di impatto ambientale. Assumendo che tutti i rifiuti infettivi prodotti dagli istituti di cura siano oggi trattati con metodologie tradizionali, il passaggio a tecnologie di nuova generazione comporterebbe un risparmio di oltre € 100 milioni a livello di Sistema Paese e di oltre € 430.000 per un istituto di cura che accolga in media 600 degenti al giorno. I costi associati allo smaltimenti dei rifiuti infettivi calerebbero in media del -59%.

Nel corso della Fiera del Levante, Cisa Group ha presentato il robot che sanifica gli ambienti con tecnologia UV eliminando il 99% dei batteri. In qualità di sponsor della manifestazione, Cisa ha anche messo a disposizione un varco, vera e propria stazione che, posizionata all’ingresso della Fiera, ha consentito ai visitatori di sanificare le mani e le suole delle scarpe, oltre che di misurare la loro temperatura corporea. Un dispositivo utile soprattutto negli ambienti che accolgono, come nel caso della manifestazione barese, migliaia di persone in entrata e in uscita.


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